I Paesi Bassi alle prese con un brusco risveglio: siamo un narcostato.

Geocrime Academy

Fare le Cassandre non è mai pagante ma almeno qualche riflessione la si può snocciolare non per gusto quanto piuttosto per umile buon senso.

Umiltà e buon senso che mancano a coloro i quali in Europa, pontificando sulle disgrazie e mancanze altrui, si sono sempre eretti a custodi della giustizia e delle migliori politiche anticrimine.

Lo impararono a loro spese i tedeschi ai tempi della strage di Duisburg  che hanno continuato ad apprendere lezioni con gli attentati terroristici di matrice fondamentalista-islamista. I francesi dal canto loro hanno ben chiaro cosa sia il crimine organizzato ed il terrorismo essendo un Paese coloniale e d’immigrazione.

L’Olanda, al contrario, si atteggiava a candida e pura anima fiera delle proprie politiche di gestione dell’immigrazione e anticrimine. 

Partendo dal dato di fatto che i porti olandesi da tempo immemore rivestono un ruolo di primaria importanza nella interconnessione dei traffici di droghe, nessuna esclusa, a livello mondiale, avrebbero dovuto prestare attenzione agli avvertimenti che dai vari consessi internazionali finalizzati a modificare direttamente l’approccio anticrimine ma soprattutto quello all’immigrazione.

Annoso tema questo che immediatamente, soprattutto in questo frangente storico, scalda gli animi. Mi sottraggo vigliaccamente alla discussione essendo chiaro a tutti coloro i quali non hanno secondi fini quali sia la via maestra per la gestione del problema.

Purtroppo per loro gli olandesi oggi si svegliano e si accorgono guardando al di fuori della finestra che il loro Paese è diventato un narcostato.  

Il recente omicidio di un avvocato, attore in un processo di criminalità organizzata ha fatto saltare, con un certo grado di isteria, tutti i saldi principi che fino a ieri regolavano i rapporti e le politiche di sicurezza.

Com’è possibile passare dall’Eden dell’integrazione a sentirsi un narcostato lo si spiega semplicemente con la malafede di chi ha nascosto la polvere sotto il tappeto finché dalla polvere è stato sommerso. Nessuno, in buona fede, poteva ritenere che politiche di controllo sociale improntate al laissez-faire, in un Paese storicamente al centro delle principali rotte del traffico di droghe, avrebbero portato ad una situazione diversa da quella attuale, addirittura un narcostato.

La denuncia di un sindacato di polizia ha aperto il dibattito pubblico mentre la stampa locale ha ovviamente paragonato il recente eclatante omicidio a quello del 1992 dei nostri magistrati Falcone e Borsellino. Triste sorte la nostra: almeno traessero lezioni invece di regalarci sorrisini sarcastici quanto idioti.

Fare le Cassandre non conviene in ogni caso sia ci si azzecchi sia si sbagli.

Allora amici olandesi come la mettiamo ora con quella che denunciate essere la causa di tutto questo degrado: l’immigrazione e tutte le belle frasi sul modello d’integrazione?

È chiaro, e lo si sapeva, che nessuno può sentirsi al sicuro da processi epocali che devono essere gestiti con serietà e scorrettezza politica, pena esserne sommersi.

Si badi bene: se Atene piange, Sparta non ride. E non ridiamo delle disgrazie altrui, e nemmeno rivendichiamo il primato della denuncia di cosa accadeva in Europa e cosa sarebbe accaduto.

Volete l’integrazione della casa comune europea? 

Dotatevi, non di sorrisini, quanto piuttosto di buon senso ed umiltà.

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